CHI SONO
DICHIARATI PER SEMPRE MARITO, MOGLIE E FIGLIO! [I pro e i contro della vita familiare!] Deliri quotidiani di una famiglia un po' strampalata!
Mamma, moglie...architetto e grafico pubblicitario [ma queste ultime due, ormai, solo nel tempo libero. Ovvero, quasi mai.]. Momentaneamente inoccupata a causa di un cucciolo di uomo che risucchia tutto il mio tempo e le mie risorse fisiche e mentali.In passato ero 6luglio2007 del blog "DICHIARATI PER SEMPRE MARITO E MOGLIE", poi Finalmentemamma del blog "DA DENTRO A SOPRA LA PANCIA"...
Ho raggruppato i miei vecchi blog perchè splinder ci ha cacciati con un bel calcio nel sedere e mi sono trasferita qui, pronta per una nuova, esilarante avventura.
Sono felice di presentarvi Alessandro...il nano unenne che ci riempie la vita!

Ed i nostri gatti Matisse e Bizet!

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VORREI SCRIVERE

Vorrei scrivere, ma non ho tempo.
Vorrei scrivere, ma non saprei da dove cominciare.
Vorrei scrivere, ma so che nessuno mi leggerà.
Vorrei scrivere per ricreare quel meraviglioso microcosmo che vivevamo su splinder, ma questa gelida piattaforma non consente “interscambi”. Basti solo pensare che per lasciare un commento ci vogliono dagli 8 ai 15 minuti! (eccheccazz’)
Vorrei scrivere, ma sono un vulcano di emozioni incontenibile…difficile da tradurre in parole e da sintetizzare.
Vorrei scrivere, ma poi mi passa la voglia.
Vorrei scrivere, ma anche no.
IL DEMONE DENTRO DI ME
A volte non mi sopporto.
La mia faccia imbronciata, il modo in cui mi rivolgo a mia madre, sempre scontroso ed irritato, la mia pazienza che, dopo ore di picci, va a farsi fottere.
A volte mi guardo allo specchio e fissandomi negli occhi cerco di capire cosa mi rende così nervosa, indago sulle radici della mia rabbia. Mi piacerebbe essere trasparente per vedere cosa si cela diero la mia corazza, impenetrabile anche a me stessa.
A volte sono diversa dall’idea che ho di me e divento simile alle persone che mi hanno sempre fatto del male. In quei momenti vorrei annientarmi, immobilizzarmi su una sedia per non fare ulteriori danni ed aspettare che il demone si plachi, per ritrovare le sue ali bianche con cui si innalza verso il sole.
TU, NONNO.
Tu, sei sempre tu. Io, sono sempre io, ma adesso, nel mio IO, siamo in due.
Ci hai visti arrivare all’improvviso, credo ti sia scoppiato il cuore dall’emozione. Il tuo volto si è liquefatto in un sorriso smagliante e subito il tuo tono di voce è ritornato quello di sempre, quello che vive nei miei ricordi di bambina. So di averti fatto un regalo indescrivibile, come del resto indescrivibili sono le emozioni che ho vissuto io in quell’istante impossibile da raccontare. Ci sei venuto incontro con le braccia tese verso quella parte di te che ancora non conoscevi…il tuo sangue scorre nel suo. Hai pronunciato parole che fino ad un attimo prima non ti appartenevano, aggrappandoti a quel legame di carne con tutto l’amore e la tenerezza del mondo. Ti sei scoperto nuovo, immergendoti con tutto il tuo essere in un ruolo sconosciuto, ma che già ti calzava perfettamente.
E’ durato poco…ma è stata la giusta prefazione di un libro immacolato che sta per iniziare.
Sento il tuo respiro riscaldarmi le ossa. Un caldo abbraccio d’amore che mi accompagna da due giorni.
Ti amo.

NINNA NANNA NINNA OOOHHHHH, VUOI DORMIRE SI O NO?
IO – Ale oggi facciamo la ninna in modo nuovo…ti va?
LUI – [sorriso complice]
IO – mettiamoci a letto abbracciati e mamma ti racconta una favola bellissima…
LUI – mmmhhh (perplesso)
IO – C’erano una volta Alessandro e la cuginetta Ludovica che attraversarono il bosco magico. All’improvviso incontrarono lungo il percorso un bel gattone nero…
LUI – Ma maoooo…(felice)
IO – che gli spiegò dove andare per raggiungere più in fretta il castello. Dopo 5 minuti di cammino videro da lontano un leone grandissimo…
LUI – Grrraaooooo…(entusiasta)
IO – Non ti alzare ogni volta, a mamma, rilassati e ascolta. Allora, per sfuggire al leone, decisero di cambiare strada ed entrarono in una grotta piena di uccellini…
LUI – pio pio pio….(divertito)
IO – ssshhhhhhh….addormentati amore, e scoprirono che c’era una bellissima lupa con i suoi cuccioli…
LUI – aaauuuuuuuuu….(eccitato)
IO – Ale, sticazzi a mamma, tentativo fallito. Alziamoci e ti dondolo come sempre.
Domani comprerò urgentemente un libro di favole per bambini prima che la schiena mi si blocchi in modo definitivo.
ARRESTI DOMICILIARI
E’ da martedì scorso che Ale, col moccolo che gli penzola giù dal naso 24 ore al giorno come un cartone animato giapponese, è agli arresti domiciliari.
Inutile dire che con lui, ovviamente, lo sono anche io.
Dopo 10 giorni di reclusione, i due individui, madre e figlio, iniziano a fare cose strane per ovviare ai capricci dovuti a naso chiuso, gengive doloranti e noia mortale dovuta alla routine.
E quando oggi, in preda ad una crisi di nervi, mentre lui dormicchiava ho acceso il pc in cerca di rimedi o cose da fare con un nano di 14 mesi…ecco che ho scoperto un mondo solidale su internet, fatto di mamme e di nani come il mio.
Sta bene. Adesso, dovrei solo avere il tempo di leggere consigli e alternative, sfoghi e suggerimenti.
Nonna Ross è subentrata in mio soccorso.
Sento strani rumori provenire dalla cucina…posate che cadono, versi di animali improbabili, parole masticate.
Mi rifugio in questo angolo di quiete per ricaricarmi per il weekend.
Nonna Ross non è che ti trasferiresti qui per qualche giorno?
IL DIO DENARO
Mi guardo intorno e sento di essere risucchiata nel vortice della sporcizia.
Quella interiore.
Viviamo in un mondo marcio che puzza di piscio e vomito,
osservati da avvoltoi con ali d’angelo,
che dall’alto del loro cielo pittato d’oro,
aspettano, con la bava alla bocca, la nostra carcassa.
Affrontiamo la nostra vita, credendo in virtuosi principi,
ignorando che siano contaminati dalla corruzione e dall’avidità altrui.
E siamo in balìa di un vento putrido,
intrappolati nel limbo dell’impossibilità di cambiare le cose.
Hanno venduto le nostre illusioni al miglior acquirente,
mettendo all’asta virtù ed etica, sul banco diabolico del dio denaro.
Hanno fustellato e confezionato le emozioni,
in scatole personalizzate con colori sgargianti e marchi accattivanti,
per convincerci che tutto ha un prezzo.
Anche l’amore.
Anche il rispetto.
Anche la morale.
Viviamo in un mondo in cui le persone vengono misurate in base al loro potere,
e le cose valutate in base al loro prezzo.
In una realtà in cui un diamante vale più dell’amore
ed i soldi valgono più della propria dignità.
In un mondo in cui tutto è in vendità…
il proprio corpo, il proprio cuore, la propria anima.
Disgustata,
mi confino violentemente in me stessa.
E chiudo gli occhi,
per non guardare più questo orrore al limite della decenza.
Da tempo ho smesso di credere che esistano cose genuine.
Che lo sforzo personale venga riconosciuto e premiato.
Disillusa,
osservo quanto gli altri si stiano lasciando contaminare dalle dinamiche perverse di questo sfacelo,
cercando di infondere in mio figlio i valori dell’onestà, della giustizia, del sacrificio, della lealtà, dell’amore.
Mi allontano dalla vita altrui,
che corre freneticamente la sua maratona del successo personale,
e mi rinchiudo nella mia quotidianità semplice,
fatta di gesti e di emozioni da condividere intorno ad una tavola imbastita.
LA DOTTORESSA S. E L’ADORATO AUGELLO!
Ormai Lui lo sa che quello è lo studio della Dottoressa S.
E non si è capito per quale strana ragione lo odi così tanto.
Forse perchè quella volta, mesi fa, Lei gli ha profanato l’adorato augello con una manovra a dir poco dolorosissima…e da quel giorno l’ha detestata più dei legumi? Forse perchè non è più una graziosa fanciulla che lo riempie di smancerie, ma una nonna severa e rigida, tipo la signora Rottermeier?
Fatto sta che, come varchiamo la soglia dell’ambulatorio, Ale si esibisce in una performance diabolica fatta di strilli, lacrime e convulsioni. Ed ogni volta è un delirio. Lo pesiamo in braccio a me, gli ascolta le spalle in braccio a me, gli controlla la gola in braccio a me…e guai, dico guaaaiiiiiiii, a togliergli il pannolino.
Controllo: bilancio e visita pre-vaccinazione.
Responso: gola arrossata, gengive gonfie (stanno per spuntare altri dentini!), inappetenza.
Diagnosi: stato influenzale.
Cura: 4 giorni di suppostine e fermenti lattici e poi un altro controllo per stabilire quando fare la vaccinazione.
Mi chiedo solo come farò tra una settimana a riportarlo nella tana del leone. Dovrei forse scegliere una nuova dottoressa dal sorriso smagliante e dalle forme abbondanti per convincerlo a farsi visitare senza far temere ai bambini in sala d’attesa di essere squoiati vivi?
IL PALAZZO. CHI LO CONOSCE LO EVITA. CHI NON LO CONOSCE LO AMA.
Il palazzo è un edificio di 6 piani e di 15 appartamenti. 13 dei quali abitati da parenti, 1 abitato dalla Santissima Amelia e dalla sua famiglia e 1 dalla mia vicina di casa che merita un post a sè, data la sua follia uterina.
Il palazzo è un luogo di ritrovo, per chi non ci abita. E’ un luogo da cui fuggire per chi ci vive.
Il palazzo ha sopportato tre delle nostre generazioni: i nostri nonni che, per riunire la gigantesca famiglia, l’hanno costruito ed amato…i nostri genitori che, reduci dell’euforia familiare, l’hanno vissuto a porte aperte come una grande comune in cui i figli tuoi sono figli di tutti, casa tua è casa mia, se non ho fatto la spesa apro il tuo frigo e prendo quello che voglio o addirittura mi siedo a tavola con voi autonomamente, il marito tuo è il marito di tutte le cugine…ma anche no. Ed infine noi, quelli della terza generazione…alcuni ereditando le case dei nonni ormai defunti, alcuni ancora figli di famiglia, altri, come noi, per scelta. A saperlo prima…sticazzi.
Il palazzo è un luogo ambiguo. Se fai un pirito al quinto piano, lo sentono al quarto. Al terzo arriva voce che forse hai un po’ di mal di pancia, al secondo sanno che sei corso in ospedale dopo tre giorni di dissenteria fulminante.
Il palazzo è un luogo oscuro, fatto di aneddoti delle generazioni passate e di follie ereditate dai parenti sparpagliati nel mondo. Un luogo in cui i cugini raccolgono vecchie storie tramandate dai nonni trasformandole in un diario, una zia ne scrive un libro ed io ne scrivo un post.
Il palazzo è un caldo abbraccio se sei giù di morale, ma asfissia pura se hai bisogno di startene un po’ per i fatti tuoi. Il palazzo è aiuto costante se hai dimenticato di comprare il latte o ti serve una medicina, ma invadenza sfrenata se vai di fretta ed hai bisogno di uscire senza doverti prima intrattenere a parlare con tutti gli zii, cugini e amici vari che incontri per le scale e che ti chiedono “ma sei trafelata! vai di fretta? e dove devi andare?“.
Il palazzo è il luogo dello scambio di opinioni, dell’inciucio allo stato puro, delle notti brave a ridere fino alle 5 del mattino e dei caffè/sigaretta improvvisati a qualunque ora del giorno.. E’ il luogo delle partite a pallavolo, dei nostri primi computer, dei nostri diari segreti, delle liti, e degli abbracci.
Il palazzo è il luogo in cui sono nata e in cui sono nati il mio matrimonio e mio figlio.
Il palazzo è il luogo che a volte odio , ma che molto più spesso amo profondamente.
ADDA PASSA’ O’ WEEKEND!
Giorni spenti.
Giorni silenziosi.
Giorni di tv sul divano e di cene veloci.
Giorni di conversazioni non-conversazioni e di frasi sottintese.
Giorni di rifiuti.
Giorni di apatia.
Giorni di influenza e di dormite catartiche (nè mie, nè di Ale, ovviamente!).
Giorni di sguardi nel vuoto.
Giorni di introspezione e di malinconia.
Giorni che c’homalditestaemisentotuttorincoglionito (e quindi sono autorizzato a non fare niente!).
Giorni che se sto male io, invece, devo fare tutto lo stesso(…eccheccazz’!).
Giorni lenti.
Giorni infiniti.

INTO THE WILD
C’è Romeo che ormai guarda spezzoni di questo film ogni volta che ha qualche minuto di relax.
C’è Romeo che dice cose strane riguardo al suo posto di lavoro, e che mostra evidenti segnali di insofferenza nei confronti dei colleghi.
C’è Romeo che guarda il suo prossimo con occhi distratti e non presta attenzione alle parole altrui.
C’è Romeo che si è costruito un mondo parallelo fatto di pennelli, tele, musica, poesia e fotografia.
C’è Romeo che ama il suo microcosmo, composto da sua moglie, suo figlio ed i suoi due gatti, ma odia la società in cui sono costretti a vivere.
Che stia segretamente meditando la fuga?

IL TEMPO E’ UN LUSSO
Il tempo è un lusso che Alessandro non mi concede.
E’ un bambino iperattivo, che non dorme mai. O almeno, dorme pochissimo.
E quando è sveglio vuole giocare, gattonare, camminare, ballare, parlare.
Mai che mi conceda una mezz’ora di relax o di distrazione.
Altro che “passeggiata”…altro che “dolce far niente”…
Fare la mamma è un lavoro full time, che dura 24 ore al giorno e non contempla nè ore di permesso, nè ferie.
Ecco, appunto. Come previsto, dopo 40 minuti si è svegliato.
Il dovere mi chiama.
Eccheccazz’
ASSOCIAZIONE A DELINQUERE
ORE 16.15
MADAMA RO – Tesoro mi metteresti un attimo questi due annunci su subito.it e su ebay.it?
IO – Ma mamma, non è così immediato, devo fare prima l’iscrizione al sito…e io adesso ho da fare!
MADAMA RO – Ma scusa, se devi stare a cazzeggiare vicino al pc, tanto vale che fai una cosa utile per me, dato che ti tengo il bambino!
IO – ???
ORE 17.30
BROTHER – Sorellì che stai facendo? Non è che mi faresti un piacere?
IO – Sono al pc a fare delle cose. Dimmi…
BROTHER – Ti ho mandato un pdf della piantina del negozio…dovresti inserire dei mobili nuovi con le misure.
IO – si vabbè, ma ci vuole tempo…te lo faccio in questi giorni.
BROTHER – veramente a me servirebbe subito! Dai, approfitta che c’è mamma che ti tiene il bambino e fallo un secondo!
IO – ???
Oggi ho capito una cosa…mia madre e mio fratello hanno deciso di sabotare il mio tempo libero per spremermi come un limone e mandarmi dritta dritta alla neuro.
Da oggi in poi, quando arriverà mia madre, sarò costretta ad uscire di casa e a spegnere il cellulare.

PROVE SCONCLUSIONATE DI CAMMINAMENTO
uàn ciù trì…ah ah
uàn ciù…ah ah
uàn ciù trì fòr…ah ah
uàn ciù…ah ah
da noi si dice “a pil’ a pil’ s’ fa o’ penniell’”
(per la cronaca: “ah ah”… sta per “seduto”!)

L'AGGIUSTATUTTO

Quando Romeo sta in casa per tanto tempo, la quiete familiare vacilla e il mio stress raggiunge i livelli massimi.
Quest’anno ha avuto le ferie dal 23 dicembre al 2 gennaio, dal 5 all’8 e dal 9 all’11 vagava per casa febbricitante e moccoloso!
Romeo non trova pace. È un iperattivo cronico ed ha l’abilità di prendere il mio sistema nervoso e rivoltarlo come un calzino.
I giorni delle vacanze natalizie sono stati tranquilli perchè avevamo da fare…i primi di gennaio io e Ale ci siamo trasferiti a Villa Arzilla per l’arrivo di zio gegè e la zia chiara, quindi ci vedevamo solo a pranzo e a cena, quando ci raggiungeva lì. Gli ultimi tre giorni sono stati all’insegna dell’iperattività all’ennesima potenza.
Intrappolato in casa, doveva trovare qualcosa da fare.
Nelle ultime 72 ore Romeo ha:
- spostato degli interruttori da una parete all’altra
- stuccato, grattato e pittato le due pareti
- appeso il suo quadro di 240cm x 190cm sulla parete del salone, con tanto di trapano e ficher per evitare cadute sulla testa del bambino
- sostituito un lampadario
- aggiustato un pulsante in camera da letto
- smontato il lavabo della cucina a causa di un intasamento dei tubi
- appeso e spostato circa 10 quadri
- grattato e pittato un pezzo della parete del salone
- aperto il libretto postale ad Ale (dovevamo essere per forza tutti e due) facendo 1 ora e 1/2 di fila più 40 minuti di operazione allo sportello
- varie ed eventuali
Domani mattina Romeo andrà a lavoro. Finalmente io e Ale potremo poltrire nel lettone fino alle 10 e poi cazzeggiare in giro per casa senza correre il rischio di inciampare in un secchio di pittura o di bucarci i piedi con un chiodo.
Ci sono persone che non si rilassano mai…eccheccazz!
SI CHIUDE IL SIPARIO E SI SPENGONO LE LUCI.

Si chiude il sipario e si spengono le luci.
Gli zii sono partiti per la fredda Milano, portando via con sè spensieratezza, allegria e calore.
Sono arrivati a Villa Arzilla (la casa di Madama Ro) il 4 gennaio ed io e Ale ci siamo subito trasferiti lì per stare con loro più tempo possibile! Pranzi, cene, tavoli di texas, vino, champagne, panettoni, sigarette e amici a volontà. Quando arrivano loro è sempre una festa. Vengono talmente poco che tutti gli amici e i cugini corrono per salutarli…e per fare ammuina, ovviamente!
Dopo un anno di cacche, pianti, pannolini, ninne nanne cantate a ciclo continuo, giochini rumorosi, pappine, vestitini e tutto ciò che finisce con “ino”, ho ritrovato un po’ della vecchia Me, quella che amava stare in mezzo alle persone, organizzare serate, sorseggiare vino rosso e fumare stravaccata sul divano.
Dopo aver cenato e giocato un po’ con noi, accogliendo sorridente gli amici ed i parenti che giungevano numerosi a Villa Arzilla, Ale si congedava dalla folla, avviandosi a letto con nonna ROSS e lasciandomi libera di rubare ore di leggerezza.
Giorni intensi. Fatti di recuperi di attimi persi (natale, capodanno) e di consapevolezza che le ore successive erano contate.
Romeo, a parte la prima sera che aveva la febbre, ci ha raggiunti per i pranzi e le cene, preferendo restare a casa nostra a godersi una surreale tranquillità a cui non era più abituato.
Resoconto dei 3 giorni a Villa Arzilla:
- Ho mangiato come una scrofa.
- Ho dormito circa 3 ore a notte.
- Ho riso tanto.
- Ho conversato di tutto e niente (ma non solo di argomenti nanici).
- Mi sono rilassata moltissimo.
- Mi sono distratta moltissimo.
Credo che una settimana al mese a Villa Arzilla con gli zii Milanesi, farebbe bene al mio spirito più di una beauty farm.

